INDICE
- Introduzione
- La sentenza Cassazione n. 28935/2025: un cointestatario del libretto può ritirare tutto?
- Cosa succede dopo la morte dell’intestatario del libretto?
- Conseguenze: il diritto del superstite cointestatario a riscuotere l'itero libretto postale
- Altri precedenti giurisprudenziali
- Come possono gli eredi opporsi alla riscossione dell'intero libretto da parte di un cointestatario?
- Conseguenze pratiche per Poste Italiane e i clienti
- Confronto tra libretto postale e conti correnti bancari
- Esempi pratici
- Consigli pratici per prevenire contenziosi e tutelarsi
- Conclusione
- FAQ – domande frequenti

Introduzione
Quando uno dei cointestatari di un libretto postale viene a mancare, sorge una domanda pratica e spinosa: chi può prelevare le somme depositate?
La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. 28935/2025 ha fornito una risposta chiara, stabilendo che il cointestatario superstite ha diritto di riscossione dell’intero importo, se il libretto reca la clausola di “pari facoltà di rimborso“.
In altre parole la Cassazione ha confermato che in caso di libretto postale cointestato: il superstite può prelevare tutto.
Questa decisione ha un impatto notevole su:
- i rapporti tra cointestatari ed eredi;
- il comportamento che deve tenere Poste Italiane;
- la tutela del superstite e la divisione dei depositi.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio:
- cosa significa legittimazione alla riscossione del superstite;
- quali norme regolano la materia;
- cosa cambia per eredi e intestatari;
- come comportarsi per evitare errori o blocchi da parte di Poste.
La sentenza Cassazione n. 28935/2025: un cointestatario del libretto può ritirare tutto?
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28935/2025 ha stabilito che in presenza di libretto postale cointestato con pari facoltà di rimborso, il superstite può legittimamente chiedere a Poste il pagamento dell’intero saldo.
Queste le parole della Cassazione:
È cioè sufficiente che vi sia un pur unico legittimato alla riscossione del tutto – il che indubbiamente accade, almeno di regola, in presenza della clausola “pari facoltà di rimborso”, riguardo all’ intestatario superstite – perché Poste possa, e debba, pagare il tutto a colui che, essendone legittimato, avanza la richiesta di riscossione dell’intero. Il cointestatario con pari facoltà di rimborso ha perciò titolo, in linea di principio, a pretendere da Poste il pagamento dell’ intero credito solidale, fermo che delle contestazioni sulla effettiva titolarità dello stesso e sulla estensione di tale titolarità da parte di eventuali coeredi solo lui risponde
Questo significa che Poste Italiane non può bloccare la somma soltanto perché un erede si oppone informalmente.
L’unico limite è l’eventuale notifica di un atto giudiziario che attesti la pendenza di una controversia.
In sintesi:
- il cointestatario superstite è legittimato a riscuotere;
- Poste è liberata dall’obbligazione pagando lui;
- gli eredi possono contestare la titolarità solo nei rapporti interni con il superstite
-leggi anche: Di chi sono i soldi nel conto corrente cointestato e le conseguenze giuridiche in caso di morte: una guida completa
Cosa succede dopo la morte dell’intestatario del libretto?
Il concetto di legittimazione non va confuso con la titolarità del credito.
Chi è legittimato può ricevere il pagamento, ma non per questo diventa automaticamente proprietario di tutte le somme.
Esempio pratico:
Se un libretto postale è cointestato tra madre e figlio con pari facoltà di rimborso, e la madre muore, il figlio superstite può prelevare l’intero importo, ma dovrà poi restituire agli eredi della madre la parte che gli spettava
La Cassazione chiarisce che la riscossione da parte del superstite “non interferisce con la spettanza del credito”, ma libera Poste da ogni responsabilità.
È dunque un rapporto a due livelli:
- esterno, tra Poste e intestatari → prevale la parità di facoltà;
- interno, tra superstite ed eredi → regola le quote effettive
-leggi anche: Contestazione del conto corrente: le clausole nulle e il cd. “saldo zero” novità dalla Cassazione 2024
Conseguenze: il diritto del superstite cointestatario a riscuotere l'itero libretto postale
L'art. 8 del D.M. 6 giugno 2002 dispone che:
I versamenti e i prelevamenti effettuati da ciascun intestatario separatamente liberano pienamente Poste nei confronti degli altri intestatari, eccettuati i casi di notifica di atti da cui risulti che il credito non è più nella disponibilità di ciascun intestatario
Questa norma, letta insieme agli articoli 1292 e 1298 c.c., crea una vera e propria solidarietà attiva tra i cointestatari:
- ciascuno ha diritto a chiedere l'intero pagamento;
- il debitore (Poste) è liberato pagando uno solo;
- nei rapporti interni, si presume che le quote siano uguali.
Perciò, se il libretto contiene la clausola "pari facoltà di rimborso", Poste deve pagare il superstite che lo richiede, senza necessità di quietanza congiunta degli eredi.
-leggi anche: La funzione del conto corrente cointestato spiegata bene
Altri precedenti giurisprudenziali
L'ordinanza 28935/2025 consolida una linea già presente nella giurisprudenza:
- Cass. 11137/2020: la clausola di pari facoltà attribuisce la legittimazione disgiuntiva.
- Cass. 24639/2021, 40107/2021, 5426/2022: confermano il diritto del superstite alla riscossione integrale.
- Cass. 22577/2023 e 15655/2024: ribadiscono che Poste è liberata verso tutti gli intestatari pagando uno di essi.
Con questa sentenza, la Cassazione ha esteso il principio anche ai libretti postali, che in passato erano trattati diversamente dai conti correnti bancari.
-leggi anche: Conto corrente cointestato: di chi sono i soldi? lo dice Cass. n. 9197/23
Come possono gli eredi opporsi alla riscossione dell'intero libretto da parte di un cointestatario?
Il diritto degli eredi non viene cancellato, ma si esercita dopo la riscossione.
In altre parole, gli eredi potranno chiedere al superstite la restituzione della quota appartenente al defunto che loro spetta in via successoria.
Esempio:
Tizio e Caia sono cointestatari di un libretto postale. Alla morte di Caia, Tizio riscuote tutto. Gli eredi di Caia potranno chiedere a Tizio la quota della defunta, ma non potranno bloccare Poste salvo atto giudiziario formale
L'effetto pratico è la semplificazione dei rapporti con Poste e la traslazione del conflitto in sede civile tra eredi e superstite.
-leggi anche: Quota di legittima nell'eredità: guida pratica per calcolare e tutelare i diritti degli eredi legittimari
Conseguenze pratiche per Poste Italiane e i clienti
La sentenza semplifica anche il lavoro di Poste Italiane, che:
- non deve più bloccare automaticamente i libretti cointestati in caso di morte;
- può pagare l'intero al superstite, liberandosi da responsabilità;
- resta vincolata solo se riceve una notifica di atto giudiziario.
Per i clienti, questo significa maggiore rapidità nella riscossione, ma anche la necessità di documentare la provenienza delle somme, per evitare azioni di restituzione da parte degli eredi.
Confronto tra libretto postale e conti correnti bancari
Il conto corrente cointestato e il libretto postale cointestato condividono la logica della solidarietà attiva: ciascun intestatario può agire per l'intero.
Ma con alcune differenze pratiche:
| Aspetto | Conto corrente | Libretto postale |
|---|---|---|
| Normativa | Art. 1854 c.c. | D.M. 6/6/2002 art. 8 |
| Clausola necessaria | Spesso implicita | Esplicita: "pari facoltà di rimborso" |
| Procedura post-morte | Richiede denuncia successione | Può essere riscosso dal superstite |
| Responsabilità banca/Poste | Limitata pagando uno dei cointestatari | Liberatoria se non ci sono opposizioni |
-leggi anche: Valore legale di documenti informatici messaggi WhatsApp SMS ed e-mail nel processo
Esempi pratici
Caso 1 – Libretto con pari facoltà di rimborso
Anna e Carlo sono cointestatari. Anna muore. Carlo chiede a Poste il rimborso dell'intero importo.
Risultato: Poste deve pagare Carlo, che resta responsabile verso gli eredi di Anna.
Caso 2 – Libretto senza pari facoltà
Se la clausola non esiste, la riscossione deve essere congiunta. Poste può legittimamente sospendere il pagamento.
Caso 3 – Opposizione giudiziaria
Gli eredi notificano a Poste un'azione giudiziaria: in questo caso, la riscossione è bloccata fino alla definizione della controversia
-leggi anche: Guida essenziale all'eredità e successione: eredi legittimi, quote e calcolo della Legittima
Consigli pratici per prevenire contenziosi e tutelarsi
Per evitare conflitti dopo la morte di un cointestatario:
- Specifica in contratto la clausola di pari facoltà di rimborso.
- Evita cointestazioni inutili: spesso creano più problemi che vantaggi.
- Conserva la documentazione che dimostra di chi è il denaro.
- Consulta un legale prima di agire, se sei superstite o erede.
Una consulenza mirata può chiarire in anticipo la titolarità delle somme e ridurre il rischio di azioni civili.
-leggi anche: Divieto di pesi sulla legittima (art. 549 c.c.): nullità o inefficacia relativa della disposizione testamentaria?
Conclusione
La Cassazione n. 28935/2025 ha portato chiarezza:
Il cointestatario superstite di un libretto postale con pari facoltà di rimborso può prelevare l'intero importo, e Poste è liberata dal pagamento.
Tuttavia, gli eredi del defunto mantengono il diritto di chiedere la loro quota al superstite.
Il principio è chiaro: prelevare non significa possedere!
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FAQ – domande frequenti
Il cointestatario superstite può prelevare tutto il denaro dal libretto postale?
Gli eredi possono opporsi al pagamento?
Chi diventa proprietario delle somme dopo il prelievo?
Cosa succede se il libretto non ha la clausola "pari facoltà"?
Come evitare conflitti con gli eredi?
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